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San Salvatore
A non grande distanza da San Mauro
vi è il complesso di San Salvatore, o meglio quello che ne rimane.
L'abbazia fu costruita, a
differenza di San Mauro, non sulla serra, ma in pianura, in una zona rocciosa,
in un sito che doveva trovarsi vicino ad un importante snodo viario (vie per
Gallipoli - Nardò - San Mauro e probabilmente verso altri luoghi), quindi
strategicamente rilevante. Davanti al complesso vi sono diverse tracce di carrare,
cioè dei solchi scavati dalle ruote dei carri nella dura roccia nel corso dei
secoli.
Il complesso di S.Salvatore
La prima attestazione dell'esistenza
dell'abbazia risale solo al 1325, ma è certo che il complesso
originario fu realizzato molto tempo prima.
San Salvatore fu il secondo
monastero basiliano per importanza nella zona di Gallipoli, dopo quello non
lontano di San Mauro e, a quanto è dato di capire, dovette avere una grande
importanza anch'esso nell'organizzazione basiliana, probabilmente di natura
prettamente economica.
Versa in pessime condizioni di conservazione,
in quanto, tra l'altro, un'ala del complesso è crollata in epoca imprecisata,
mentre tutto il resto è lasciato in totale abbandono. Anche questa struttura,
al pari di San Mauro, insiste su proprietà privata.
La chiesa presenta una stretta analogia con
quella di San Mauro, con la medesima divisione interna in tre navate; degli
affreschi originari, che un tempo ricoprivano interamente le pareti, non è
rimasto quasi niente; si intravedono solo, nell'abside, quattro figure di Santi
vescovi con dei cartigli in mano, analoghi a quelli presenti in San Mauro, e, al
di sopra, tracce quasi illeggibili di una scena sacra che una studiosa, Falla
Castelfranchi, ha identificato come una Deésis ("manifestazione"), la
quale darebbe conto del nome dell'abbazia.
L'abside (particolare)
Nelle vicinanze, vi sono alcune fosse granarie
scavate nella roccia, prive ormai della loro copertura e altre evidenti tracce
dell'originario insediamento dei monaci, come una grande cisterna per la
raccolta dell'acqua piovana.
Dopo l'età basiliana, San Salvatore divenne
dapprima -come S.Mauro- un'abbazia commendatizia, cioè una sorta di beneficio
ecclesiastico per taluni cardinali romani, e successivamente si trasformò in
una masseria con i suoi caratteristici curti (recinti), conservati in
parte. Vennero realizzate altre costruzioni come una stalla posta nella zona
retrostante la chiesa, mentre le stanza poste al piano terra ed al primo piano,
ora in buona misura crollate o pericolanti, sono di datazione incerta.
Sarebbe auspicabile che il comune di Sannicola
si adoperasse, come accaduto per S.Mauro, in primo luogo per la tutela e successivamente
per il recupero di ciò che rimane dell'antica abbazia, pur tenendo conto che si
tratta di beni appartenenti a privati.
Altre
immagini di S.Salvatore
LuigiBidetti©2003. Tutti i diritti riservati.
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