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I confini di Sannicola
I confini territoriali



I confini originari


I confini proposti da Gallipoli
I confini del nuovo Comune di Sannicola per circa tre anni, dal 1908 al 1911 furono oggetto di aspre discussioni tra i rappresentanti di Sannicola e Gallipoli. I gallipolini, infatti, volevano ridurre il nuovo Ente entro confini ristrettissimi, come si vede dalla cartina a fianco.
(In arancio Sannicola, in verde Gallipoli)





I confini proposti da Sannicola



 

I sannicolesi, dal canto loro, ambivano ad ottenere una porzione di territorio adeguata al fabbisogno del nuovo Comune, che contava già allora circa 3000 abitanti, e proponevano i confini qui a destra.






Dopo tante inutili riunioni, finalmente si addivenne ad una sorta di transazione: Gallipoli avrebbero accettato tutti i confini amministrativi proposti dai sannicolesi, eccetto quello ad ovest, esteso fino al mare. Da quel lato una sottile striscia di territorio sarebbe rimasta ai gallipolini, in quanto, secondo questi ultimi, troppo onerosa sarebbe stata la perdita del dazio sul pescato lungo quel tratto di mare.

I rappresentanti di Sannicola in principio erano recalcitranti, anche perché le entrate del nuovo Comune in tal modo sarebbero stato deficitarie, ma alla fine si lasciarono convincere grazie anche all'impegno, messo per iscritto dalla Commissione ripartitrice ed approvato all'unanimità, che non appena quella tassa fosse stata abolita, i due Comuni, come appariva naturale, avrebbero definito la cessione della fascia costiera cha andava dal Ponticello (ora Rivabella) alla Montagna Spaccata.

Ecco dunque i confini amministrativi di Sannicola come fissati dal R.D. n.242 del 1911:

I confini del 1911

Purtroppo, però, la cessione della fascia costiera non avvenne mai più, né quando la tassa fu abolita, né successivamente.

Un vero e proprio scippo, che ha privato Sannicola del suo naturale sbocco a mare, e che è stato ed è tanto più bruciante in quanto le marine che si sono sviluppate lungo quel litorale (Rivabella, Padula Bianca e Lido Conchiglie) sono sorte divise fra i due Comuni ed hanno per questo subìto tante negative vicissitudini che si perpetuano tuttora.

Nonostante le cicliche richieste di Sannicola per entrare in possesso di quanto stabilito quasi un secolo fa, non vi sono molte speranze, purtroppo, di un riparatorio provvedimento di cessione.


I confini attuali


I confini di Sannicola vennero poi inaspettatamente modificati nel 1928.

Già dal 1924 il confinante Comune di Tuglie, infatti, nato sugli antichissimi -ma non ampi- confini del feudo dei duchi Venturi, reclamava a gran voce dai Comuni vicini che gli venisse ceduto parte dei rispettivi territori.

Tali Comuni, fra i quali Sannicola, contestavano energicamente tali pretese, asserendo che essi non avevano colpa se Tuglie, fin dal suo sorgere, aveva avuto un feudo così ridotto.
A parte questo, Sannicola, che già aveva perduto in partenza la fascia costiera, si dibatteva in quegli anni in serissime difficoltà economiche a causa dell'insufficienza delle entrate, e ridurne il territorio avrebbe significato aggravare maggiormente la crisi finanziaria.
Alla fine, però, intervenne il gerarca Starace, originario di Sannicola, il quale propose (in realtà impose) al suo Comune di cedere una parte del feudo confinante con Tuglie.

La cessione, ufficializzata nel 1928, fu dolorosa, non solo perché il territorio ceduto fu tutt'altro che esiguo, ma anche perché puniva ingiustamente un Comune che da pochi anni, dopo una battaglia lunghissima, aveva finalmente ottenuto un suo territorio da amministrare, a vantaggio di un altro che, senza colpo ferire, si vedeva accresciuto notevolmente in estensione (Tuglie, infatti, si allargò a danno, oltre che di Sannicola, anche di Alezio e di Parabita)

Da quel momento questi sono i confini di Sannicola:

I confini attuali

Nel territorio ceduto da Sannicola, tra l'altro, vi era la caratteristica Masseria Aragona, degna di nota a causa della sua antichità.

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