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La chiesa di S
La vecchia chiesa di
San Nicola
Sulle falde della serra, nello stesso punto nel quale oggi sorge
la chiesa madre di Sannicola, esisteva anticamente una chiesa dedicata a San
Nicola.
Da vari indizi si può affermare che si
trattasse di una costruzione risalente all'età dei monaci basiliani: lo
testimoniano l'antichità della chiesa (già in stato di abbandono nel 1567),
l'intitolazione al Santo di Mira, veneratissimo da quei religiosi di rito
orientale, l'ubicazione
in una zona rocciosa e brulla -come S. Mauro e S. Salvatore-, l'orientamento
tipico delle chiese basiliane con l'altare rivolto ad verso oriente, l'abside
semicircolare affrescato, come nelle chiese di rito greco, oggi scomparso.
E' molto probabile che la chiesa andò in rovina già durante
l'epoca della decadenza dei
Basiliani (vedi qui), ma non è escluso che furono determinanti anche i guasti degli uomini, dovuti alle lotte tra "greci" e "latini"
che caratterizzarono le nostre contrade e drammaticamente aggravati dalle numerose
scorrerie nel territorio degli eterogenei e numerosi nemici di Gallipoli.
La prima visita
pastorale nella quale si fa menzione della chiesa di San Nicola è quella di Mons. Montoya del 1660, che
riferisce che, della vecchia chiesa costruita in tempo remoto, erano rimasti in
piedi solo parte dei muri perimetrali che misuravano 41x19 palmi, cioè circa mt.
10,60x5. Sopravvivevano anche l'abside semicircolare con l'antica l'immagine di San Nicola
dipinta
al suo interno e l'altare originario. L'allora proprietario della
chiesa, il chierico coniugato Domenico Musurù, qualche anno prima del 1650
l'aveva in parte riedificata e restaurata in quello che comunque rimaneva un luogo elevato, aspro, incolto, ma
soprattutto poco custodito e poco sicuro in quanto disabitato.
La chiesa di S. Mauro; quella di San Nicola
in origine doveva essere molto simile
Il Vescovo prescrisse al proprietario di far celebrare delle
messe nei giorni festivi di luglio, agosto, settembre ed ottobre, "nel quale
tempo il feudo è più frequentato", nonché nel giorno della ricorrenza di
S. Nicola, il 6 dicembre, obbligo al quale il proprietario si sottomise solo in
parte (per settembre ed ottobre) mediante un atto notarile del 1666.
Un'altra visita pastorale del 1716 riporta che la chiesa
presentava allora, lungo il muro di sinistra, un altare laterale
dedicato congiuntamente alla Madonna del Rosario, a S. Matteo ed a S. Nicola da
Tolentino, mentre una più tarda visita del 1778 accenna che, oltre all'altare dedicato alla Madonna del Rosario,
ne era stato costruito un terzo nella parete opposta, dedicato a S.
Matteo, protettore della famiglia Musurù. Sappiamo inoltre che, qualche anno
prima del 1716, la chiesa era stata ingrandita dal lato anteriore, forse
riportata fino
alle originarie dimensioni,
dall'abate Antonio Musurù, figlio di Domenico, che ne aveva ereditato la
proprietà. Questi aveva anche fatto edificare, a fianco della chiesa, tre
stanze a pian terreno e due a primo piano per farvi dimorare il sacerdote
celebrante ed istituito con legato testamentario l'obbligo della celebrazione
della messa per 327 giorni annui. Il territorio intorno si andava
popolando, dopo secoli di abbandono.
L'intitolazione
alla Madonna delle Grazie
Gli abitanti dei dintorni, divenuti alla fine del sec. XVIII assai numerosi, erano
scontenti poiché, per ricevere i Sacramenti, erano costretti a spostarsi presso
l'unica parrocchia rurale allora esistente, quella della Lizza in Alezio. Eguale
problema si presentava per i funerali e le sepolture. Nel 1788 inoltrarono
dunque una supplica al re per l'istituzione di una Parrocchia, dotata di entrate
sufficienti per il sostentamento di un Economo curato e di un sacerdote
coadiutore. Due anni dopo, tale richiesta vene esaudita con la costituzione
della nuova Parrocchia succursale di San Nicola.
A questo punto, l'unico problema da risolvere
era quello dell'ingrandimento della chiesetta, che nei giorni di festa non
poteva contenere tutti i fedeli. Nel 1792 perciò i residenti
chiesero il permesso per l'ampliamento, e lo
ottennero dopo un complesso iter. Fu in occasione dei successivi lavori,
eseguiti tra il 1793 ed il 1797, che venne
abbattuto il muro con l'antica abside contenente l'affresco di S. Nicola.
La volontà popolare era di dedicare la nuova chiesa alla Madonna delle
Grazie, che da tempo nella
devozione aveva superato di gran lunga San Nicola. I signori
Munittola (eredi dei Musurù), nel cedere gratuitamente nel 1793 la proprietà della chiesa e delle
stanze adiacenti alla Parrocchia di San Nicola, vollero che fosse comunque riservato un altare al Santo di
Mira, per ricordare la precedente intitolazione.
Al termine dei lavori
fu inaugurato il nuovo edificio, intitolato appunto a S. Maria delle Grazie, la
quale divenne così ufficialmente la patrona di tutti i sannicolesi.
La chiesa nel 1836: a sinistra il locali
per i sacerdoti ed a destra queli della Congregazione della Madonna delle Grazie,
istituita nel 1805.
L'ultimo ampliamento avvenne agli inizi del secolo XX, sempre per ragioni di
spazio insufficiente; la chiesa fu
notevolmente allungata dal lato dell'abside. Nella stessa negli
anni '50 il parroco Franza, scavando sotto al pavimento per
il rifacimento dello stesso, rinvenne molte ossa risalenti a vecchie sepolture.
Vicino
all'altare laterale di sinistra fu rinvenuto anche un concio di pietra affrescato,
raffigurante una Madonna con Bambino, che, secondo le
ricerche del prof. Musca, è la stessa immagine che nel 1714 il Vescovo
Filomarini ordinò di far
trasferire da una cappella in contrada Meforie a quella di San Nicola.

La chiesa negli anni Venti e negli anni Sessanta
Lo stesso prof. Musca, pochi anni fa, si rese benemerito
e tenace promotore della ricostruzione del campanile
della chiesa (visibile nella vecchia foto a sinistra). Esso, risalente all'incirca alla metà dell'800, venne colpito da un fulmine nel
1940 e gravemente lesionato, tanto che subito dopo fu necessario abbatterlo
quasi per intero, come si vede nella foto a destra.
Per la ricostruzione, l'ufficio tecnico del Comune redasse
gratuitamente il nuovo progetto, che riproduceva fedelmente il precedente
aspetto.
Grazie all'impegno del prof. Musca, dei componenti
dell'associazione Rodogallo da lui presieduta ed al generoso contributo
economico dei sannicolesi, del Comune e della Provincia il progetto è divenuto realtà. I lavori
dell'impresa A & C Costruzioni e Impianti di Galatone, diretti gratuitamente dall'ufficio tecnico e
dall'arch. Stefano Bidetti, sono terminati nel 2002, anno nel quale il nuovo
campanile è stato solennemente inaugurato.
Il campanile durante e dopo i lavori 
Più di recente la chiesa è stata
ulteriormente abbellita, mediante la sostituzione dei vecchi finestroni con delle
artistiche vetrate istoriate. Da ultimo è stato restaurato il grande quadro dell'altare
principale, realizzato nel 1911.
Esso raffigura la Madonna delle Grazie, nostra
Protettrice, che aleggia sul paese di Sannicola, così come esso si presentava in
quell'epoca.
La chiesa oggi. La scalinata antistante ed
il monumento ai Caduti risalgono al 1964
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